#ijf16 – Beppe Bergomi e Fabio Caressa

v-bergomicaressaIl famoso duo dello sport, Beppe Bergomi e Fabio Caressa hanno raccontato le emozioni del Mondiale 2006, l’evento calcistico che ha cambiato il racconto della telecronaca sportiva, il modo di viverla e di prepararla a dieci anni da Berlino 2006. I due hanno raccontato come dopo la semifinale con la Germania a Dortmund le emozioni diventarono dominanti rispetto al racconto, fino a culminare nel famoso “Beppe, andiamo a Berlino!”, che tuttora si può definire come lo slogan di quei Mondiali. Bergomi ha sottolineato come il suo passato da professionista del calcio gli abbia permesso di vivere le emozioni di quell’evento in maniera diversa rispetto a Caressa, cultore della parola in quanto giornalista. “Proprio le nostri passati professionali così diversi -dice Bergomi- ci hanno permesso di preparare delle telecronache rimaste nel cuore dei telespettatori “. La coppia di telecronisti più famosa di Sky ha spiegato come il grado di preparazione di una telecronaca si sia evoluto nel corso degli anni, grazie all’avvento della tecnologia. “Internet ha cambiato tutto: la ricerca delle informazioni è più facile ma bisogna sempre effettuare una verifica efficace delle fonti-dice Caressa – e proprio per questo bisogna avere una preparazione maggiore dato che l’accessibilità delle notizie ha permesso una conoscenza diffusa da parte dei telespettatori. Prima si analizzavano solo i giocatori ora invece servono i numeri ed i dati.” E rimarca “Bisogna sempre evitare tensioni scegliendo con cura le parole e l’argomento con cui si introducono le partite in modo tale da preparare l’animo dello spettatore e porlo in una condizione emotiva adeguata”. Caressa agli aspiranti giornalisti dice accorato “ In questi anni vi diranno che questo è un mestiere finito, che non si può più fare, che è difficile e che il mercato offre poche possibilità di lavoro. Però io vi dico che questo resta il mestiere più bello del mondo. Studiate e approfondite sempre le fonti e le notizie, questo fa la differenza : la qualità “.

Articolo scritto da: Paola Trotta

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