Fedez lascia la SIAE per Soundreef – L’incontro Stampa

fedezsound_00Fedez annuncia il suo cambio di rotta presso il Santeria Social Club di Milano. Il rapper e produttore discografico lascia SIAE e si affida a Soundreef per la raccolta dei suoi diritti d’autore. L’accordo è stato firmato a Milano con l’amministratore delegato di Soundreef, Davide D’Atri. Fedez, in testa alla classifica 2015 con più biglietti venduti per i live, ha incaricato Soundreef di riscuotere i suoi proventi musicali. Soundreef lo scorso 18 marzo è stata riconosciuta ufficialmente in Inghilterra per la raccolta dei diritti di autore.

Il 10 aprile doveva essere recepita la direttiva Barnier dell’Unione Europea che sancisce l’apertura del mercato della raccolta e gestione dei diritti d’autore sulle opere musicali a operatori privati. In molti Paesi esiste più di una società in concorrenza per la gestione dei diritti, il percorso istituzionale nel nostro Paese invece, è ancora all’inizio dell’esame parlamentare e per sollecitare, Soundreef e oltre 300 fra imprenditori e investitori hanno consegnato una lettera a Renzi dove sono indicati i pro (nuovi posti di lavoro e innovazione del settore) della liberalizzazione e della fine del monopolio SIAE, che favorisce solo “vecchi privilegi e rendite di posizione”.

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Ciascun autore potrebbe affidare la gestione dei propri diritti d’autore a qualsiasi società autorizzata, a prescindere dal Paese di residenza. Con l’utilizzo di sistemi digitali si riducono drasticamente i tempi di rendicontazione e pagamento dei compensi per gli autori, dall’attuale media (12/24 mesi a quella di una o più settimane). Le somme vengono determinate in maniera puntuale e precisa e non forfettaria come con il sistema SIAE: “Ciò che viene suonato viene pagato e gli utenti attraverso l’account online possono verificare in tempo reale come e quanto hanno guadagnato”. La determinazione puntuale e digitale dei compensi favorirebbe soprattutto i giovani autori, che attualmente non riescono a recuperare neppure le quote di iscrizione alla SIAE.

Lo statuto della Società Italiana Autori ed Editori, infatti, attribuisce agli iscritti i diritti di voto in modo direttamente proporzionale agli euro incassati come diritti d’autore. In pratica tutte le decisioni (anche quelle sulla ripartizione dei diritti) sono prese dagli autori ‘più ricchi’, obbligando gli emergenti (la maggior parte degli iscritti: 80 mila in tutto) a subirne le scelte.

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Davide D’Atri, fondatore e amministratore delegato di Soundreef parla della scelta di “Federico” come di una scelta coraggiosa e di innovazione, dettata dalla voglia di cambiare un sistema che garantisce i più forti e continua dicendo che, la rivoluzione digitale sta travolgendo i monopoli che ancora resistono nel nostro Paese dunque profetizza un effetto domino. Fedez: “Ho scoperto Soundreef perché sono appassionato di start up e in più si occupa di un contenuto che mi riguarda direttamente. Ho scelto di affidarmi a loro per la raccolta dei miei diritti d’autore perché voglio sostenere chi fa della trasparenza e della meritocrazia un valore fondante”. Valori che effettivamente non poteva non condividere in toto l’autore dell’inno del Movimento 5 stelle, che a tal proposito insieme al Fatto Quotidiano ha tempestivamente condiviso la notizia anche sui social. Fedez ha sempre fatto della sua musica un potente mezzo comunicativo e di innovazione senza mai prediligere canali di stampo classico-istituzionale, scelta che l’ha sempre premiato insieme al M5s, facendolo arrivare sempre al pubblico con grande impatto e chiarezza.

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Articolo scritto da: Sara Esposito

Sara Esposito

Giornalista, responsabile marketing e relazioni esterne tra Milano, Roma e Napoli. Si occupa di giornalismo nei massmedia, ed eventi tra comunicazione e spettacolo.

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