Giornalismo credibile: “La Stampa” lancia un questionario per i lettori

lastampa_credibilitaChe cosa potrebbe rendere il giornalismo più credibile? Se lo stanno chiedendo in molti, vista la crisi di fiducia nell’informazione, ormai avvertita a livello globale. Per trovare risposte direttamente dai propri lettori, La Stampa ha deciso di proporre un questionario compilabile sul web fino al 3 giugno prossimo. La domanda di base a cui si cerca di rispondere è “Che cosa può far crescere la vostra fiducia?”, attribuendo un valore di importanza ad alcune delle caratteristiche che deve avere un articolo perché sia considerato credibile.

L’iniziativa rientra in “The trust project” (per noi “progetto fiducia”), nato negli Stati Uniti per promuovere il giornalismo affidabile, distinguendolo dal caos, dalle pubblicità, dalle falsità che lo circondano. Fondato da Craig Newmark, il creatore di Craiglist, e finanziato da Google e dalla Markkula Foundation dell’Università di Santa Clara in California, il progetto conta adesioni di grandi colossi del giornalismo come “New York Times”, “The Washington Post” e “Vox.com”. In Italia ne ha dato notizia “La Stampa”, lanciando il questionario online per conoscere le opinioni dei lettori.

Da tempo il quotidiano di Torino dimostra di avere respiro internazionale e idee all’avanguardia. Nel 2012 è stato il primo giornale italiano ad introdurre la figura del social media editor e all’inizio di quest’anno il primo ad avvalersi di una public editor, ruoli ricoperti entrambi da Anna Masera. Come ha spiegato la giornalista stessa nell’articolo “Cari lettori, da oggi sono la vostra Garante”, essere public editor significa essere “al servizio del pubblico, la vostra garante all’insegna della trasparenza e la vostra tramite con il giornale, su tutte le sue piattaforme”.

“La Stampa” sta avviando così un processo di riavvicinamento verso quelli che poi sono i reali destinatari dell’informazione. Un passo avanti in questo senso lo sta facendo anche con il “progetto fiducia”, mettendo in discussione il proprio lavoro per valutare le priorità espresse dai lettori. Potranno dire, infatti, se ritengono importante leggere la biografia completa di un giornalista che firma un articolo, avere i riferimenti per contattarlo, sapere da che luogo il giornalista ha raccontato la storia, avere i link delle fonti consultate, avere un modulo per segnalare correzioni e critiche, etc. La speranza è che fare qualcosa per avvicinare nuovamente lettori e giornalismo non solo sia ancora possibile, ma anche doveroso.

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