Iris presenta “Black Out” un ciclo di film sugli anni settanta – Reportage

irisblackout_00Black Out è il ciclo di cinque serate consecutive con protagonisti i migliori film sugli anni settanta in onda su Iris da sabato 11 a mercoledì 15 marzo.

Un viaggio negli anni settanta e dintorni in cui la protesta giovanile, la politica, la musica, il terrorismo, le radio libere, l’ecologia, segnarono anni dall’anima discordante sempre in bilico tra violenza cieca e amore libero.
Tra i film titoli noti e pluripremiati come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, La classe operaia va in paradiso, Maledetti vi amerò, Bianca.
Fiore all’occhiello di questa rassegna targata Mediaset sono due documentari trasmessi per la prima volta in tv: Pagherete caro, pagherete tutto e Festival del proletariato giovanile a Parco Lambro.

“Iris si conferma leader tra le tv tematiche in prime time tra autunno 2016 e febbraio 2017” ha dichiarato Marco Costa, direttore di Iris, “tra le proposte di Black Out ci tengo a segnalare il documentario Festival del proletariato giovanile a Parco Lambro che per la prima volta sarà mandato in onda in versione integrale. Ci piace avere all’interno di Iris momenti come questo con una scelta più storica, più culturale, che ci fa uscire dai soluti schemi che normalmente siamo obbiligati a seguire. Ci sarà spazio anche per il film Pasolini, sicuramente l’interprete più importante di quegli anni”.

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Marco Paolini, direttore generale Palinsesto Mediaset spiega il motivo del nome della rassegna e la scelta di partire l’11 marzo con la programmazione: “Il nome Black Out significa interruzione rispetto alla programmazione classica ma è anche testimone di un blocco informativo tipico di quegli anni in cui il dibattito su cosa comunicare e cosa no era sempre acceso. Partiamo con il primo film l’11 marzo perché quel giorno è una data simbolo se facciamo riferimento al 1977. A Bologna ci furono gravi scontri tra studenti e forze dell’ordine. Quelli della rassegna sono film girati negli anni settanta o che parlano degli anni settanta e i documentari realizzati in quel periodo sono testimonianze preziose che vanno in onda integralmente e per la prima volta. Il film su Pasolini inoltre ci offre la possibilità di conoscere quegli anni attraverso colui che credo sia stato il personaggio che ha saputo leggere e descrivere quegli anni meglio di chiunque altro”.

Su Black Out è intervenuto anche Paolo Liguori, direttore di Tgcom24: “Il ’77 è durato più di un solo anno. È un anno che va scomposto il cui passaggio è enorme anche per la violenza che colpiva le persone da dentro. Ha rappresentato un fossato che si allargava man mano che gli anni passavano con un’accelerazione degli eventi spaventosa che il 12 maggio portò alla morte di Giorgiana Masi e con la stessa velocità all’inserimento delle Brigate Rosse nella scena politica con la gambizzazione dei giornalisti. Quella di Black Out è un’operazione importante fatta dalla tv”.

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Per Toni Capuozzo, giornalista e curatore di Terra!,il ciclo di film in onda su Iris è un modo di guardare al passato perché, “la rassegna offre molti punti di vista senza obbligarci a guardare agli eventi da uno solo di essi. Possiamo leggerla come nostalgia del passato anche quando si tratta di momenti drammatici o possiamo scegliere un modo molto interessante ovvero quello di guardare a Black Out nell’ottica del: come eravamo e cosa resta”.

A quarant’anni di distanza dai fatti che scossero l’Italia di quegli anni e che ne determinarono la storia futura Iris ci offre la possibilità di leggere la storia attraverso differenti prospettive senza cadere nella trappola del senso unico e permettendoci di conoscere meglio un’eredità culturale e ideologica da cui forse non siamo poi così distanti.

Articolo scritto da: Raffaella Berardi

Raffaella Berardi

Articolista su Spettacolo e Web. Pugliese doc, divoratrice di libri, affamata di storie. Ricercatrice seriale di domande che le risposte non bastano mai.

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