Da stasera su Sky Atlantic “1993” – Reportage

1993_00 Dopo la prima stagione 1992 Sky firma il secondo capitolo 1993 la serie con protagonista Stefano Accorsi e con Antonio Gerardi, Miriam Leone, Guido Caprino, Domenico Diele e Tea Falco.
Un mix di rivincita e vendetta condito di ambizione per sei storie che raccontano gli anni che hanno segnato la società italiana e cambiato il nostro paese.

“Mentre in 1992 Leo Notte coltivava un grande sogno segreto in 1993 ufficializza la sua posizione” ha detto Stefano Accorsi commentando i cambiamenti del suo personaggio, “In 1993 vediamo Notte già accanto a Berlusconi, ha le idee molto chiare e capisce che le condizioni sono favorevoli per lui”.
Cosa cambia invece per Veronica Castello il personaggio interpretato da Miriam Leone? “Veronica è un personaggio che indossa una maschera” ha commentato la Leone, “resterà vittima di un’esplosione che coinvolgerà la sua esistenza come le bombe hanno sconvolto l’Italia in quegli anni. È un personaggio complesso quello di Veronica che si sviluppa in corso d’opera e dovrà lottare per mantenere il suo posto al sole”.
Domenico Diele interpreta invece il poliziotto Luca Pastore che fa parte del pool di Mani Pulite e scopre di aver contratto l’HIV a causa di una trasfusione di sangue infetto. Il giovane poliziotto ha un’anima inquieta e cerca giustizia attraverso la pericolosa strada della vendetta, “Luca porterà avanti il suo progetto di assicurare alla giustizia le persone che hanno provocato quel che gli è accaduto. Resterà affascinato da chi come lui ha contratto la malattia ma l’affronta in modo diverso”.

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Voce e volto di Bibi Mainaghi è invece Tea Falco che interpreta la ribelle figlia di papà costretta a crescere tra responsabilità. Ricchezza e potere. “Bibi è completamente sola e si ritrova a lottare come un samurai “ ha detto Tea Falco, “rispetto al personaggio di 1992 nella nuova serie Bibi diventa un’imprenditrice collusa che deve lottare contro il karma e il proprio destino”.
Tra i personaggi che hanno popolato la scena italiana degli anni novanta spicca Antonio Di Pietro, il PM più famoso d’Italia che in 1993 ha il volto di Antonio Gerardi,”nel 1993 Di Pietro si focalizza sulla sanità e i suoi problemi. Grazie a questa serie ho conosciuto persone che lavoravano in procura in quegli anni e che mi hanno raccontato del 1993 come l’anno del terrore. Quando venivano consegnati gli avvisi di garanzia la gente finiva per confessare addirittura al citofono. Non potevo quindi che sentire da subito la responsabilità del messaggio che interpreto”.

A firmare la regia di 1993 Giuseppe Gagliardi che parla di un cambio stilistico per dare alla serie un taglio un po’ più noir che i personaggi esprimono attraverso momenti di grande incertezza e paura, “Abbiamo cercato di raccontare il 1993 come fosse un thriller polito. La macchina da presa diventa più rigorosa e meno nervosa e attraverso i volti dei personaggi proviamo a raccontare l’inquietudine di quell’anno”.
Lorenzo Mieli produttore della serie, parla invece di una seconda stagione che dal punto di vista editoriale testimonia una crescita, “quando costruisci un grande romanzo storico cerchi di fare di un racconto passato qualcosa che parla di oggi. Credo che 1993 ancor più profondamente di 1993 parla dei nostri tempi, è l’anno in cui in modo potente e drammatico si è vista la voglia di giustizia e la sua idea populista. Si è radicalizzato allora qualcosa che è l’argomento di questi giorni. Raccontare il presente raccontando il passato questo è 1993”.

In onda su Sky Atlantic HD e Sky Cinema Uno HD, 1993 debutta questa sera e l’appuntamento è per tutti i martedì, con due episodi, a partire dalle 21.15.
La serie è una produzione Sky Atlantic HD, realizzata da Wilside in collaborazione con Beta Film e con le musiche Davide “Boosta” Dileo.

Ogni rivoluzione ha un prezzo, recita il claim di 1999.
Siamo sicuri di aver pagato il nostro?

Articolo scritto da: Raffaella Berardi

Raffaella Berardi

Articolista su Spettacolo e Web. Pugliese doc, divoratrice di libri, affamata di storie. Ricercatrice seriale di domande che le risposte non bastano mai.

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