In edicola “SPY” da un’idea di Alfonso Signorini, diretto da Massimo Borgnis

spy_staffCon questo nuovo lancio il Gruppo Mondadori amplia il proprio portafoglio di brand che si arricchisce di un settimanale popolare caratterizzato da una formula e un posizionamento fortemente distintivi rispetto all’offerta del mercato: Spy è l’unico magazine che svela i segreti inconfessabili delle celebrity con uno stile stuzzicante e pungente.

«Questi ultimi mesi sono stati sicuramente molto effervescenti per i nostri magazine. Siamo leader con una market share di circa il 32% e il nostro portafoglio di brand è in continua evoluzione – ha dichiarato Carlo Mandelli, direttore generale Periodici Italia Gruppo Mondadori. Abbiamo lanciato un nuovo giornale – Giallo Zafferano – rinnovato altri, affiancando anche una crescita nel digitale in cui siamo diventati il primo editore italiano con circa 17 milioni di utenti al mese. Con Spy estendiamo ulteriormente la nostra offerta con un prodotto nuovo che si rivolge a una fascia di lettori ampia, interessata, come racconta in modo chiarissimo il suo claim – “Il giornale che si fa i fatti degli altri” – a scoprire in modo stuzzicante e pungente tutti i retroscena della vita dei personaggi televisivi, attori di fiction e serie tv, protagonisti di talent e reality.

«Spy è il risultato di un progetto al quale abbiamo lavorato con l’obiettivo di offrire quindi al pubblico oltre a Chi, il magazine people più letto in Italia, un nuovo settimanale innovativo con un’identità molto forte ma sempre fedele alla qualità editoriale che contraddistingue tutti i brand del Gruppo», ha concluso Mandelli.

Spy nasce da un’idea di Alfonso Signorini, direttore del settimanale Chi: «Spy ha una duplice missione: quella di informare e di divertire. È un giornale decisamente bene informato, grazie a una redazione e a dei collaboratori che da una vita frequentano il dietro le quinte o lavorano nel mondo dello spettacolo, e non solo, venendo ogni giorno a conoscenza di notizie e di ‘rumors’ di prima mano. Notizie e rumors che vivono dalla prima all’ultima pagina del giornale. Lo fa divertendosi: non si prende sul serio, non si sente depositario di una verità assoluta, sa bene che il mondo non è fatto solo di bianco e nero, ma di una infinita gamma di colori», ha concluso Signorini.

Articolo scritto da: mediaComunicazione

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