MIA 2017 si chiude con oltre 1800 accreditati e oltre 60 mila meeting

mia2017Oltre 1800 accreditati, 58 Paesi partecipanti, 45 progetti, più di 60 mila meeting, 120 film, affollati TV Upfront e What’s next Italy. E’ il boom registrato dalla terza edizione del MIA, il Mercato internazionale dell’audiovisivo che si conclude oggi a Roma, al Distretto Barberini con un successo clamoroso contrassegnato anche dal milione di visualizzazioni su twitter. Un successo dovuto alla scelta degli organizzatori di dare un forte tratto identitario, grazie alla chiarezza del format costruito sull’industria che ha avuto un eccellente riscontro nel mercato italiano e internazionale. Un’identità, dovuta alla riorganizzazione fortemente innovativa ed europea della gestione autonoma di ANICA e APT, guidata dai Presidenti Francesco Rutelli e Giancarlo Leone, dai Direttori generali Mina Larocca e Chiara Sbarigia e sostenuta da tutte le imprese che le due associazioni rappresentano.

Grande soddisfazione viene espressa da Lucia Milazzotto, direttore del MIA, che sceglie di affidare il suo commento agli aggettivi che i 1839 accreditati hanno maggiormente utilizzato in questi frenetici giorni parlando del Mercato.  “E’ stato un mercato vibrante, perché il numero di meeting e di affari è stato al di sopra delle aspettative – spiega Milazzotto – rilevante, perché il MIA  è un mercato che raccoglie i leader del settore. Importante, perché un mercato a forte carattere europeo che ha visto allo stesso tempo una grande partecipazione degli Stati Uniti. Qualificato, per la qualità dei partecipanti, dei film e dei progetti presentati”.

Ancora, sempre proseguendo nell’elenco degli aggettivi maggiormente usati in questi giorni dagli ospiti, il MIA è stato, spiega Milazzotto, “utile, perché l’industria italiana ed europea ha sempre più bisogno di spazi non scontati di incontro. Ma il MIA è soprattutto strategico: MIA sta diventando un appuntamento da non perdere, subito dopo MIP e prima di AFM”. Infine, conclude Milazzotto, il MIA è stato “italiano, internazionale e bello, che è stato l’aggettivo che ho sentito di più in questi giorni. Italiano: l’Italia sta vivendo un momento cruciale della sua storia per quanto riguarda lo sviluppo in campo internazionale; in questo ambito l’Italia giocherà un ruolo importante ai tavoli di negoziazione globale. Ed è internazionale perché raccoglie le industrie di 58 Paesi arrivati a Roma per fare business. Infine, in una parola semplice ma che sintetizza tutta l’eccezionale atmosfera di questi 4 giorni, il MIA è stato bello perché è l’unico mercato che vive e si anima in location straordinarie che attraversano duemila anni di storia”.

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