Laurea in Scienze della Comunicazione – Scegliere l’Università, il Master e trovare Lavoro

universita_comunicazioneOggi ho rivisto su YouTube uno spezzone di Bruno Vespa del 2009 contro “Scienze della Comunicazione” eccolo:

La frase che ha destato scalpore, diretta a un gruppo di studenti delle scuola superioriche, è questa: “Abbiamo bisogno di ingegneri… Una sola preghiera non iscriversi a Scienze della Comunicazione è un tragico errore che paghereste per tutta la vita”.

In un primo momento ho pensato di criticare questo “consiglio paterno”, probabilmente nato dopo le continue mail di chi, laureato nella nostra disciplina, ha più volte bussato alla sua porta per un lavoro.

In verità vorrei dargli ragione specificando qualche punto.

La Vocazione per la Comunicazione

Non si sceglie un corso di Laurea perché si trova più o meno facilmente un lavoro. Non si sceglie Scienze della Comunicazione perché “è di moda”. Ci si iscrive perché la Comunicazione è o si vuole che sia la propria vita. Mi spiace per gli altri. Solo chi ha grande passione (e un po’ di fortuna) riesce. Spiego perché.
Nei momenti (e ce ne saranno sempre molti) in cui si mangerà solo pane e cipolla si sarà felici più di chi ha un pasto più completo ma fa un lavoro che non gli piace.
Scegliete la felicità.

Scienze della Comunicazione – Un approccio allo studio sbagliato

“Nel mondo del lavoro in Comunicazione c’è più bisogno di pratica che di grammatica”. L’ho sempre detto anche in faccia a quei professori che mi proponevano libri di testo aggiornati a 5 anni prima sulle tecnologie del nostro settore. L’ho ripetuto a quei professori che obbligavano a studiare a memoria nomi, titoli di libri, riferimenti bibliografici che in verità assomigliano tanto all’elenco del telefono.

Detto questo ho sempre letto e imparato tutto ciò che dovevo, precisando quanto appena scritto dopo l’ultimo 110 e Lode alla specialistica (e un master conseguito qualche tempo prima). Lo studio memonico ha sicuramente i suoi pregi, permette di allenare la mente ma preferisco imparare l’ultima hit del mio cantante preferito che nozioni a caso.

Un consiglio per i professori? Meglio proporre elaborati. Permettono di fissare i concetti di tutti quei nomi illustri citati a lezione e sui libri piuttosto che ricordare una sequenza di parole senza capirne il significato. Gli elaborati si copiano? Si passano da uno studente all’altro? Saprete benissimo valutarli nel colloquio che parte proprio dall’elaborato. E poi anche nel mondo del lavoro si copia bellamente.

Come scegliere l’Università di Comunicazione

Penso che nessuno si faccia particolarmente impressionare dal nome dell’Università scritta sul tuo CV. Nessuno. Però l’università attraverso gli stage formativi e curriculari può essere una via di sbocco al mercato del lavoro. Siamo lontani anni luce da quell’integrazione Lavoro-Scuola che troviamo in altri paesi ma una via c’è. E dovete essere ben coscienti che studiare in una città vi permetterà di entrare in contatto con tutte quelle aziende che gravitano intorno all’università perché hanno convenzioni in essere, con tutti quelle iniziative editoriali partner dei professori in cattedra. Molti professori collaborano con televisioni, giornali, organizzano gruppi di lavoro nell’ambito…

Scegli l’università e scegli quindi la città dove più facilmente lavorerai. Perché in quella città si formeranno i tuoi contatti sociali, perché in quella città metterai radici e quindi più facilmente sarai in relazione con le aziende di quella specifica zona. Perché ti ci porterà l’università o potrai proporle tu all’ateneo come partner. Un’università del sud difficilmente potrà procurarti uno stage nella redazione del network radiofonico di Milano.

Scegliere il Master in Comunicazione più adatto

I master post-laurea hanno una vocazione più pratica rispetto alle lezioni di cui abbiamo parlato qualche riga fa. Proprio per questo dietro alla cattedra trovaiamo persone che arrivano dal mondo del lavoro più che da accademie. L’approccio è corretto, il corso è spesso particolarmente costoso e prevede un inserimento in stage. Frequentare un master, però, non significa aver trovato un lavoro. Sia chiaro. Il mio consiglio è quello di controllare molto bene quali siano le aziende che sono partner del corso di studi, con quali ci siano convenzioni in atto così da capire orientativamente quali possano essere una via migliore alla ricerca di uno stage che, oltre ad essere formativo, può diventare occasione di crescita professionale sul campo.
Ho scritto questo documento in poco più di 10 minuti… sarà un continuo work in progress quindi se avete temi da commentare, contestare, aggiungere… Sono qui. Commentate pure nel form che trovate in basso.

Aggiornamento delle 12:00

La vastità (e la poca utilità) dei corsi

Antonio scrive da Catania “ci sono materie come estetica della musica, letteratura italiana, antropologia culturale, geografia culturale che risultano inutili ai fini del mondo della comunicazione”. Antonio ha ragione circa l’estensione del campo della Comunicazione. Studiare Comunicazione vuol dire tutto e vuol dire niente visto che uscito dal corso di studi puoi ricoprire ruoli diversissimi come il WebMarketer o il videomaker per i social. E tanti altri lavori arriveranno. Penso che quando si può personalizzare il proprio piano di studi con le materie più adatte alle proprie aspirazioni è meglio, diversamente i corsi specializzati possono aiutare a creare la propria strada.

Articolo scritto da: Francesco Foderà

Francesco Foderà

Lavora per i media dal 2000 come consulente, giornalista, conduttore radio, autore teatrale e televisivo.

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